SCORCI SU CHERUBINI
Cherubini aveva la fama del burbero, un vecchio orso. Ma ogni tanto spuntava un lampo di calore o di umorismo che faceva capire che non era solo scontroso.
Un giorno, al Conservatorio di Parigi — di cui era direttore — arrivò un padre con il figlio talentuoso e chiese l’ammissione. Cherubini sbottò: «Che volete? Non prendo neonati da allattare!»
Il padre stava per rinunciare. Ma qualcuno gli suggerì di portare il ragazzo in una stanza e farlo suonare quel che sapeva — e soprattutto di non smettere quando Cherubini fosse entrato.
Cherubini entrò, ascoltò e rimase davvero sorpreso dall’abilità del bambino. Lo interrogò sui principi musicali e, colpito, lo ammise subito. Più tardi raccontò l’episodio ridendo: disse che doveva stare attento a non spingersi troppo con le domande, perché il “neonato” stava iniziando a dimostrare di sapere più musica di lui.
Quando Berlioz era studente al Conservatorio, i due erano spesso ai ferri corti. Un giorno d’esame Cherubini sfogliò un lavoro di Berlioz e trovò un silenzio totale di due battute.
«Che cos’è questo?» sbottò.
«Signor direttore», rispose Berlioz, «volevo un effetto che, secondo me, si ottiene meglio con il silenzio».
«Dunque», disse Cherubini, «crede che il pubblico sentirà l’effetto se toglie due battute?»
«Sì, signore».
«Eccellente», replicò Cherubini. «Tolga anche il resto. L’effetto sarà ancora migliore».
E un’altra battuta che mostra la sua ironia tagliente: un amico gli porse una partitura dicendo che era di Méhul. Cherubini la guardò e disse: «Non è di Méhul: è troppo brutta».
«Allora mi crede se le dico che è mia?» chiese il visitatore.
«No», rispose Cherubini. «È troppo buona per essere sua».