SCOPRIRE UN USIGNOLO
Nel 1827, in un ospizio della vecchia Stoccolma, viveva una orfanella di sei anni di nome Johanne. A sorvegliarla c’era una vecchia donna, non proprio gentile.
Quando la tutrice usciva per guadagnare il suo misero reddito quotidiano, chiudeva a chiave la bambina perché non andasse in giro. Così la piccola restava prigioniera in casa, senza sole, senza alberi, senza fiori: proprio ciò di cui un cuore svedese sente più nostalgia.
Un giorno Johanne finì le faccende, stremata e desiderosa d’aria fresca. Ma la porta era chiusa. Pianse, poi si calmò come poteva: prese il suo gattino mezzo affamato, lo cullò come un bambino e si addormentò con lui tra le braccia.
Quando si svegliò, il sole era già basso. La prese il panico: si aspettava una punizione al ritorno della vecchia. Così riprese il lavoro e cominciò a cantare… e la voce che uscì era incredibilmente dolce e pura, fin troppo matura per una bimba così piccola.
Per caso, proprio in quel momento passava davanti alla casa la carrozza di una dama di alto rango. Quel canto limpido la fece fermare. La donna ascoltò rapita mentre la bambina cantava senza sapere di avere un pubblico, finché un bussare la spaventò.
Johanne non poteva aprire, ma un vicino spiegò la situazione: una bambina chiusa dentro che canta da sola. La dama tornò più tardi, le procurò una scuola e poi l’accesso alle classi del Teatro Reale. Col passare degli anni, quel talento crebbe fino a diventare impossibile da ignorare.
Il “Usignolo svedese” divenne famoso ovunque.
E sì: Johanne era Jenny Lind.